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IN PLENARIA A BRUXELLES PARLERÒ DI STALKING: «SERVE UNA DEFINIZIONE COMUNE DEL REATO A LIVELLO EUROPEO E UNA NORMATIVA AD HOC»

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Nel corso della “mini-plenaria” del Parlamento europeo del 2 maggio a Bruxelles è in programma un dibattito in aula, alla presenza del Consiglio e della Commissione europea, sul tema “reato di stalking e protezione delle vittime nell’Unione europea”.
Come sapete, è un argomento che mi tocca personalmente e su cui intendo impegnarmi a fondo. Nell’ultima plenaria ero già intervenuta per ribadire la necessità di rendere più efficace l’Ordine di Protezione Europeo, in modo tale che le vittime di reati come lo stalking possano essere automaticamente tutelate e libere di circolare serenamente in tutti gli Stati membri, ora si arriva a questo importante dibattito, che ho fortemente voluto e su cui ho ricevuto l’appoggio del Gruppo del Partito Popolare Europeo. Lo stalking è un tema che spesso viene sottovalutato, tanto che è attualmente riconosciuto a livello europeo solo in 21 Stati membri su 28.

Il mio obiettivo è di far sì che l’Europa possa arrivare ad elaborare una definizione comune del reato di stalking e una normativa ad hoc. Perché se in Italia la materia è disciplinata dal 2009 grazie ad un provvedimento legislativo dell’allora ministro delle pari opportunità di Forza Italia Mara Carfagna, a livello europeo grazie ad alcune direttive (la 2011/99/UE, 2012/29/UE) e alla Convenzione di Istanbul, sono stati compiuti importanti progressi nell’ambito della protezione delle vittime di diverse forme di violenza. Parliamo di reati che spaziano dalla violenza fisica, sessuale e psicologica alle molestie sessuali, dalle mutilazioni genitali femminile al matrimonio forzato. Manca ancora una definizione comune a livello UE del reato di “atti persecutori”, con una specifica normativa comunitaria in materia: proprio questi ultimi due punti saranno al centro della discussione di questo mercoledì, che scaturirà dalla mia relazione.

Centrare questi obiettivi significherebbe fare un passo avanti decisivo a favore delle vittime di stalking, in larghissima parte donne. Significherebbe dare una ulteriore spinta agli sforzi che si fanno sul territorio, a partire dal preziosissimo lavoro dei centri antiviolenza, per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla gravità di questi comportamenti, spesso ancora non percepiti come reati. Significherebbe dare un motivo in più a tutte quelle vittime che ancora non trovano il coraggio di denunciare i propri molestatori.

Solo chi ha vissuto sulla propria pelle un problema di Stalking riesce a rendersi conto di cosa si provi in queste situazioni. Io l’ho vissuto e la mia, l’ho sempre detto, non è la battaglia di Lara Comi ma per tutte le donne. Come politico devo essere, e sono, al servizio dei cittadini, in questo caso delle donne, che non devono più vivere nella paura. Ci sono donne che hanno subito anche violenze fisiche e non soltanto psicologiche: è a loro che dobbiamo dare una risposta concreta, con la forza dell’Europa.
Vi invito pertanto a seguirmi in diretta in webstreaming attraverso il sito web ufficiale del Parlamento europeo: http://www.europarl.europa.eu/plenary/it/home.html
L’appuntamento è per mercoledì 2 maggio. La plenaria inizia alle 15.

 

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