ERIKA: “IO VITTIMA DI STALKING, LA MIA STORIA INSEGNI A COMBATTERE”

Voglio che la mia storia insegni perché ora che so cosa significa, ora che sono una di voi, che ho subito aggressioni fisiche e atti persecutori, voglio dire BASTA.

Io purtroppo ancora oggi non ne sono uscita, ma sono qui per combattere e per ottenere giustizia. Da un anno che vivo questa realtà e dopo aver denunciato è peggiorata. Sono passata dall’essere una ragazza solare, allegra, buona, uno spirito libero amante della libertà ad essere una che si nasconde, ha paura, a tremare, da sola a conoscere il significato della parola “TERRORE”, il convivere con la paura di morire ogni istante e arrivare ad essere cattiva per sopravvivere.

Una vita completamente cambiata, fatta di troppo successo che forse viene invidiato dalle persone. Presidente di un’associazione, cariche lavorative importanti e modella, che mi ha portato a stare a contatto con le persone e abituata a stare davanti alle telecamere, sulla platea per convegni e improvvisamente mi sono ritrovata in una gabbia piena di paure.

Ho sopportato i dolori sul mio corpo, mi sono sentita sola da non potercela fare. Tutti i giorni lotto contro le ferite psicologiche; perché si sa, queste cose tolgono sicurezza e sfregiano l’anima.

Dopo aver denunciato è iniziata la vera guerra: i pregiudizi della gente, il sentirsi dire “ma che fai?” “forse è colpa tua?”. No la colpa non è la nostra, i veri mostri sono loro, la gente accanto a me che ha iniziato a rilevarsi preferendo correre e non camminare di fianco a me, facendomi capire che se questa storia mi ha tolto tanto mi ha invece dato anche molto perché ho scoperto di avere un amore e una forza intorno a me e i n me che io stessa credevo di non avere: questa è la mia grande vittoria, che mi fa combattere.

Ho paura che questa storia non abbia mai fine, di sentirmi mancare l’aria per ancora molto tempo. Dopo varie denunce, mi domando: ho parlato, ho subìto, ho sopportato. Cosa altro devo fare per riprendermi in mano la mia vita? Cosa altro serve ai giudici per fermare queste persone? Forse la nostra vita?

Se oggi ho il coraggio di parlare, di non vergognarmi e di raccontarmi lo devo a molte persone: grazie a tutti coloro che mi hanno dimostrato di volermi bene. Un grazie va alla mia famiglia, a mia madre per avermi affiancato sempre senza abbandonarmi mai, anche quando vedeva davanti ai suoi occhi una figlia morire e sentirsi incapace di fare qualcosa  ma il suo amore è la mia unica medicina in questo periodo.

Un ringraziamento speciale, come è lui, va al mio legale Avv. Massimo Longarini che, quando credevo di essere sola e di non farcela a combattere questa guerra, mi ha salvato. Mi fido di lui non solo per la bravura nel suo mestiere ma anche per aver usato il cuore di capire e supportarmi senza farmi mai sentire sola. Oggi a lui devo la mia vita, perché senza di lui non avrei trovato il coraggio di imbattermi in tutto questo!

Un grazie particolare va all’On. Lara Comi, per la sua disponibilità nel partecipare al mio convegno, dando forza e coraggio a tutte le donne vittime di questi reati. E per avermi dato modo di raccontarmi tramite il suo blog “La forza delle donne” e vicinanza per la battaglia che sto combattendo. Lei lo sa: è il mio esempio di forza.

Alle donne che stanno passando la mia stessa situazione dico di denunciare, anche se è su di me che provo una grande delusione; non so se serve e se averlo fatto porta solo al nulla ma vorrei dire alle forze dell’ordine e alla magistratura che le donne vittime di violenza  hanno bisogno di essere protette, tutelate e salvate.

Vorrei concludere ringraziando anche la mia stalker (eh sì, non è un uomo ma una donna) perché mi ha fatto capire che senza il male non si può definire con esattezza cos’è il bene.

Ci vediamo a Terni,
un abbraccio, 

Grazie. 

Erika

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Una risposta a "ERIKA: “IO VITTIMA DI STALKING, LA MIA STORIA INSEGNI A COMBATTERE”"

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  1. Ma Dio mio, come mai questa cattiveria? Capisci il motivo che ha fatto scatenere questa furia? Di solito sono gli uomini a stalkezzare. Io ho subito, forse una parola grossa una cosa del genere, da un uomo, latente è subdolo , ma mi faceva tanta paura, giuro. Avevo paura per la mia famiglia. Spero tu possa farcela. un abbraccio. Liliana

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