LA STORIA DI GIOVANNA: “BEFFATA DALLO STALKER, DALLO STATO E DALLA LEGGE”

Ci scrive Giovanna, donna e madre disperata, stalkerizzata da molti anni dal suo ex compagno e doppiamente vittima: in primis dal suo stalker e in secondo dallo Stato. Si tratta, infatti, di un’altra possibile vittima delle prime applicazioni del nuovo istituto sulla giustizia riparativa, quella per cui pagando si può essere “assolti” dal reato di stalking. Qui di seguito raccontiamo la sua storia: 

“Sono stata vittima di stalking per anni dal mio ex compagno. Ho presentato denuncia a settembre 2014. La polizia ha fatto le indagini del caso e dopo 1 anno (settembre 2015) ha chiuso le indagini e ha inviato le prove e la relazione alla Procura della Repubblica di Novara. Dopo 2 anni dalla notifica, finalmente ad ottobre, c’è stata l’udienza preliminare presso il Tribunale di Novara. L’avvocato del mio stalker si è appellato all’articolo 162 ter del codice penale (estinzione del reato per condotte riparatorie), che è in vigore da pochi mesi, e che prevede, nel caso di procedibilità a querela soggetta a remissione, che il giudice dichiari estinto il reato, anche in seguito ad un’offerta di denaro, formulata dall’imputato e non accettata dalla persona offesa, ove il giudice riconosca la congruità della somma offerta. Hai capito bene IL REATO SI ESTINGUE PAGANDO UNA SOMMA ANCHE SE LA VITTIMA NON VUOLE ACCETTARE QUESTI SOLDI. Oltre al danno, la beffa. Quale vittima vuole i soldi dall’uomo che l’ha perseguitata e rovinato la vita? A Torino c’è stata la prima sentenza di questo tipo pochi giorni fa: 1500 euro e il reato di stalking si è estinto beffando la povera vittima. A novembre tocca a me. Ci sarà l’udienza in cui il magistrato deciderà se la somma che mi è stata offerta è congrua e se lo fosse, il reato che mi ha distrutto la vita, si estinguerà. Questo uomo per anni ha seguito me e mio figlio, allora 6 anni, mi ha inviato centinaia di messaggi a sfondo sessuale, sapeva ogni mio spostamento, sapeva sempre dove fosse mio figlio, me lo menzionava nei messaggi anonimi che mi inviava, lo vedevo ovunque, al supermercato, davanti al lavoro, sotto casa, tanto che mi chiudevo persino a chiave in bagno, o in camera da letto quando andavo a dormire, mi minacciava di entrare a casa mia e di sodomizzarmi, e adesso vuole estinguere il reato perché ha attivato le pratiche per un’adozione presso il Tribunale Minorile di Torino…. Un incubo che non si è ancora concluso. Speravo che la legge mi desse giustizia. È quello che ho chiesto al magistrato rifiutando la cifra: possono pochi migliaia di euro sanare anni di persecuzione e terrore e le ripercussioni che mi porto ancora dentro? Durante l’udienza preliminare ho ovviamente rifiutato i soldi che mi sono stati offerti e ho chiesto al giudice il massimo della pena per il mio stalker, visto e considerato che è stato coinvolto anche un bambino a cui ha tolto la sicurezza e ha fatto vivere nella paura in quegli anni terribili, perchè lo seguiva quando io ero al lavoro e mi scriveva messaggi anonimi da cabina telefonica dicendomi dove era mio figlio in quel preciso momento. 

A seguito delle prime sentenze sui reati per stalking, che si sono estinte pagando una somma che le vittime non vogliono, i nostri parlamentari si sono accorti del vizio di scrittura contenuto nel 162 ter del codice penale che dovrebbe escludere lo stalking. Ho letto che il Parlamento ci sta lavorando ma non oso immaginare quanto tempo ci impiegherà per ovviare all’errore. Nel mio caso è tutto perso: beffata da lui, dallo Stato e della legge.” 

 

One thought on “LA STORIA DI GIOVANNA: “BEFFATA DALLO STALKER, DALLO STATO E DALLA LEGGE”

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  1. Tutti in campo contro la Violenza di genere, sulla donna contro lo Stalking, una legge lacunosa, burocratica che non tutela la vittima!
    La legge andrebbe modificata e integrata per sostenere aiutare le vittime e lo stalker con un percorso socioeducativo.

    Mi piace

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