LA STORIA DI ANTONELLA: STALKERIZZATA E MINACCIATA, HA PAURA DI PERDERE I SUOI FIGLI

La seconda storia che vi raccontiamo è quella di Antonella, donna calabrese che ci ha chiesto aiuto perché terrorizzata dall’idea che gli possano portare via i suoi due figli. Antonella da un paio di anni è vittima di stalking da parte dei suoi vicini di casa e dal suo ex compagno. Quest’ultimo, oltre a minacciarla di morte, la pedina e la minaccia di portarle via i figli. È perennemente controllata e vive in un clima angoscioso.

Antonella, però, è una donna forte e non vuole arrendersi: ha denunciato più volte il suo ex e i suoi vicini. Purtroppo, però, tutto questo non è abbastanza. Le minacce e le violenze psicologiche continuano e Antonella non si sente più libera di vivere la sua vita. Ma soprattutto ha paura di perdere i suoi due figli, che sono la cosa più importante.

 «Undici anni fa ho conosciuto un uomo, attualmente è il mio ex compagno, con cui ho avuto due figli. Nel 2011 ho scoperto che aveva l’HIV e da lì è cambiato tutto: ho scoperto che mi tradiva, probabilmente andava a prostitute, e che aveva altre donne oltre a me. Non avevo più fiducia nei suoi confronti. Era come se il mondo mi fosse crollato addosso.

Decisi, quindi, che forse era meglio se ci separassimo ma dopo poco tornammo a vivere insieme. Abbiamo vissuto da separati in casa per alcuni anni ma è stato terribile: mentre lui continuava tranquillamente la sua vita, io ero completamente sotto il suo controllo. Non potevo fare niente. Non ero più libera.

Nel 2014 decisi di lasciarlo definitivamente e da lì iniziò il mio calvario. Lui ovviamente non voleva andarsene di casa, litigavamo pesantemente e mi diceva che mi avrebbe portato via i figli. L’affidamento dei figli in quel momento era condiviso e nel 2016 mi costrinse ad andare in vacanza in Sicilia con lui e i bambini. Non accettava che io potessi continuare la mia vita senza di lui. Da bravo manipolatore quale è voleva avere il totale controllo su di me. Tant’è che, assieme ai vicini di casa – che mi stolkerizzano da diverso tempo scattandomi foto e con registrazioni video – chiamò gli assistenti sociali. I vicini addirittura fecero un esposto in questura contro di me.

Questo clima angoscioso, tutte queste calunnie, hanno richiesto un ulteriore sforzo: ho dovuto dimostrare a tutti che ottima madre io sia, lottare con le unghie e con i denti. Ma a lui non interessa: mi ha detto che lui non mollerà mai e che la sua vendetta si compirà quando i bimbi finiranno in casa famiglia, cosicché io sarò distrutta e morirò lentamente.

In tutto questo, il mio ex è talmente manipolatore che è riuscito ad avere una storia anche con l’assistente sociale con cui avevamo i colloqui. Solamente l’educatore è riuscito a capire la gravità della situazione e che persona malata lui sia.  

Gestire una situazione così complicata non è facile: lavoro, ho due figli da mantenere e devo gestire una casa. Chi si trova nella mia situazione può ben capire cosa significhi. Avere, poi, un ex compagno che ti complica la vita e che continua – giorno per giorno – a farti del male di certo non aiuta. Mio figlio più grande non è riuscito a reggere la situazione ed è andato in depressione. Non sapevo più cosa fare. Ero sfinita, mi sembrava che i problemi diventassero insormontabili e decisi quindi di chiedere l’affidamento esclusivo e le visite protette.

Le minacce, i pedinamenti e le violenze, ovviamente, sono continuate. Decido, quindi, a inizio di quest’anno, di denunciare sia il mio ex che i miei vicini di casa. La situazione stava diventando insostenibile. Non mi sentivo libera nemmeno di invitare degli amici a bere un caffè a casa mia che subito i miei vicini scattavano foto e le mandavano a lui. Non avevo più una vita, e non ce l’ho tuttora.

Vivo con il terrore di perdere i miei figli, che sono la cosa più importante della mia vita. Nemmeno la giustizia è dalla mia parte: il giudice ha detto che se io e lui non ci “risolviamo”, i bambini dovranno essere messi in una casa famiglia.

Sto facendo molti sacrifici per loro perché il mio ex non passa nemmeno gli alimenti. Mi sento sola. Voglio allontanarmi da queste persone e vivere tranquilla con i miei figli perché così non riesco più ad andare avanti. Mi sento in trappola, non esco nemmeno più perché mi sento controllata ma soprattutto ho paura che lui prima o poi mi faccia del male».

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